Digital Marketing

Brand Ambassador e Brand Advocate: qual è la differenza?

Brand Ambassador e Brand Advocate sono figure ben distinte e con ruoli diversi. Nell'articolo spieghiamo cosa sono e i vantaggi che apportano ad un’azienda.

Brand Ambassador e Brand Advocate, Influencer e Fan. Tutti termini che fanno parte del nostro lavoro e che  sentiamo nominare ogni giorno. Ma spesso ci capita di confrontarci con clienti, o con chi non è del settore, e constatare che vi sia confusione tra un termine e l’altro.

Ecco perché vogliamo dipanare un po’ le idee a riguardo e dare una chiara definizione di questi termini, che hanno grande rilevanza per qualsiasi azienda.

Nello specifico parleremo di Brand Advocate e Brand Ambassador.

L’importanza dei clienti e delle loro opinioni

Se in passato un’azienda puntava tutto sui propri prodotti e servizi, al giorno d’oggi i giochi si sono invertiti: per far si che il proprio business funzioni è bene puntare tutto sui propri clienti e sulla loro esperienza con il brand. Data la loro centralità e il ruolo chiave che giocano per un’azienda, è fondamentale per l’azienda ascoltare la loro voce e dar loro spazio di espressione. In pratica ci stiamo riferendo a: commenti, feedback, recensioni, consigli. Qualsiasi parola positiva (e negativa!) espressa in merito al proprio brand è un dato utile da raccogliere e da analizzare.

Utilizzare questi dati ha molteplici funzionalità: aiuta a capire il percepito della propria azienda agli occhi del proprio pubblico, ma, soprattutto, incentivando i clienti ad interagire si favorisce la propria Brand Awareness.

Questo secondo punto è ciò che ci interessa oggi; interpellando determinati clienti o influencer possiamo favorire la diffusione, la pubblicità e la fidelizzazione dei clienti al nostro brand. Scopriamo chi sono Brand Advocate e Brand Ambassador.

Brand Advocate: i vostri migliori clienti

Con Brand Advocate si definiscono quei clienti che attribuiscono un NPS (Net Promoter Score – qui ti spieghiamo cos’è) di 9 o 10 ad una azienda. Sono quindi clienti estremamente fidelizzati al brand, con cui hanno avuto esperienze positive e con cui mantengono la relazione nel tempo, tanto da essere disposti a parlare volontariamente della loro esperienza. Sono veri e propri portavoce che fanno pubblicità al brand gratuitamente  e si fanno portatori dei valori che lo contraddistinguono. Solitamente scrivono commenti, feedback, recensioni sui prodotti dell’azienda o, semplicemente, utilizzano il passaparola con amici e parenti influenzando, positivamente, la reputazione del brand.

Si tratta di pubblicità gratuita, spontanea e disinteressata che l’azienda ottiene da fonti attendibili e veritiere, molto più persuasive di una normale campagna pubblicitaria che l’azienda potrebbe sviluppare.

Perché coinvolgere un Brand Ambassador

I Brand Ambassador, invece, sono blogger, influencer, testimonial che vengono ingaggiati e pagati per sponsorizzare un brand. Questa strategia fa leva sull’eco che questi personaggi hanno tra i loro follower. Pertanto molte azienda puntano a coinvolgere Brand Ambassador per sponsorizzare determinati prodotti/servizi o per il lancio di nuove collezioni. La componente umana e di fiducia è molto forte, quando una persona influente “ci mette la faccia” l’appeal che ha sul suo pubblico è molto forte. Spesso i fan di blogger e influencer scoprono nuovi brand o prodotti proprio grazie al loro idolo: grazie alla fiducia che nutrono nei suoi confronti, sono disposti a provare  nuovi prodotti e lasciare dei feedback a riguardo.

Rivolgersi ai Brand Ambassador o coinvolgere i propri migliori clienti in attività di Brand Advocacy? Dipende dal proprio obiettivo, dalla tipologia dei propri clienti e dalla relazione che si ha con essi, dal proprio mercato di riferimento. Certo è che, in entrambi i casi, i risultati sono tangibili e spesso più efficaci rispetto a campagne pubblicitarie tradizionali in quanto è presente l’aspetto umano e personale.


Loading Studium Group Site
Contattaci