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Che il modo con cui le persone cercano informazioni su Internet sia cambiato, è del tutto evidente. Mentre un tempo a regnare in modo indiscusso erano i grandi motori di ricerca – su tutti Google – oggi i chat bot guadagnano terreno a un ritmo crescente. E anche se i dati dicono che Google da solo raccoglie ancora un numero di visite 12 volte superiore a tutti i chat bot attualmente esistenti, la porzione di traffico occupata da questi ultimi è cresciuta di circa il 91% in soli due anni.
Non sorprende dunque che l’annuncio con cui Open AI, la società madre di ChatGPT, ha lanciato le ads integrate nel flusso di chat della sua IA nel mercato europeo a partire da fine agosto abbia destato un grandissimo interesse. In questo articolo ti offriamo dunque una panoramica sulle ChatGPT ads, spiegandoti come fare pubblicità su ChatGPT e quando conviene farlo.
Ads su ChatGPT: cosa sono e come funzionano
Se usi il chat bot creato da Open AI, forse hai già avuto modo di vederle: le ChatGPT ads sono annunci sponsorizzati che appaiono durante la conversazione, in uno spazio separato e chiaramente marcato come annuncio pubblicitario.
Permettono agli inserzionisti di apparire con le loro ads all’interno della schermata visualizzata dall’utente, e prevedono formule di acquisto CPC, CPM o basate sulle conversioni. I risultati delle campagne vengono poi monitorati attraverso strumenti come OpenAI Pixel e Conversions API.
Offrono il vantaggio di consentire una targetizzazione mirata non solo alle singole keyword, ma molto più contestuale: il sistema è infatti in grado di estrarre dalla conversazione un quadro molto più ricco delle intenzioni e degli interessi dell’utente.
Non una semplice stringa come quella che si digita all’interno di un motore di ricerca, ad esempio “smartphone a meno di 200 euro”, ma una descrizione più precisa delle esigenze e del posizionamento dell’utente all’interno del flusso di acquisto, ad esempio “possiedo già uno smartphone della marca XX, ma ora è il momento di cambiarlo. Mi consigli un loro modello recente che costi meno di 200 euro e che sia possibile pagare a rate?”.
Chi può vedere le pubblicità su ChatGPT e chi no
Ecco un punto importantissimo: le ads su ChatGPT non sono visibili a tutti gli utenti, ma solo a quelli che rientrano nei piani Free e Go. Chi ha un piano di livello superiore, dunque, non le vedrà. Si tratta di una questione di primaria importanza se il pubblico che desideri raggiungere è composto principalmente di persone che utilizzano il chat bot a un livello professionale, ad esempio se operi nel campo B2B.
Sono inoltre esclusi gli utenti che sono riconosciuti come minorenni.
I vantaggi di promuoverti su ChatGPT
Andiamo ora a scoprire i principali vantaggi di farti pubblicità su ChatGPT:
- Pubblico in crescita. Pur se i motori di ricerca, in primis Google, rimangono ancora largamente maggioritari tra chi cerca informazioni in rete, l’impiego dei chat bot, e in particolare di ChatGPT, sta crescendo a ritmo molto sostenuto.
- Pubblico giovane. I dati di OpenAI dicono che due terzi degli utenti ha tra i 18 e i 34 anni. Promuoversi tramite questo canale consente non solo di intercettare i consumatori di oggi, ma anche quelli di domani.
- Targeting contestuale. Come spiegavamo poco sopra, la modalità di ricerca via chat consente di catturare una grande mole di informazioni dall’utente, consentendo di inviare pubblicità in modo più mirato e massimizzare il ROI.
ChatGPT ads e GEO: facciamo chiarezza
Con l’arrivo sul mercato italiano delle ads su ChatGPT, ha ancora senso dedicare energie e risorse alla GEO, vale a dire all’ottimizzazione dei propri contenuti per i chat bot di IA generativa? La risposta non può essere che sì, proprio come gli annunci sponsorizzati su Google non hanno cancellato l’esigenza della SEO.
GEO e ChatGPT ads hanno infatti due scopi molto diversi. Nel primo caso, lo scopo è far apparire i propri contenuti autorevoli agli occhi del bot, affinché questo li utilizzi e li menzioni organicamente all’interno delle risposte che fornisce agli utenti. Riprendendo l’esempio precedente riguardante lo smartphone da meno di 200 euro, l’obiettivo è quindi fare in modo che il chat bot consigli il proprio prodotto (o il proprio sito di rivendita) all’utente.
Le ads invece non appariranno sotto forma di suggerimento all’utente, ma semplicemente come elemento della schermata, separato rispetto alla risposta fornita dal bot. Ottimizzare i propri contenuti, insomma, non diventerà affatto secondario.
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