Come sa benissimo chiunque si occupi di gestire i social network di un’impresa o un professionista, si tratta di un compito che occupa un’enormità di tempo e che richiede un livello altissimo di attenzione e creatività. In un panorama caratterizzato da un flusso continuo di contenuti, da algoritmi spesso imprevedibili, e da richieste crescenti del pubblico per quanto riguarda la possibilità di interagire personalmente con i brand attraverso una moltitudine di canali, inclusi quelli social, le ore della giornata sembrano non bastare mai.
È in questo contesto che l’intelligenza artificiale (AI o IA) può rivelarsi un valido supporto per i social media manager, grazie a una serie di funzionalità di grande valore.
I vantaggi dell’intelligenza artificiale per la gestione dei social media
Andiamo a vedere quali sono i vantaggi effettivi che l’AI (o IA) può offrire ai social media manager e, di conseguenza, alle aziende in generale:
- Maggiore efficienza – l’intelligenza artificiale consente di automatizzare, almeno in parte, alcuni compiti ripetitivi che altrimenti andrebbero svolti manualmente, rubando tempo per attività a maggiore valore aggiunto.
- Più rapidità – con l’aiuto dell’AI, i contenuti per i social media possono essere prodotti a una velocità maggiore, soprattutto per quanto riguarda immagini e grafiche, aumentando il loro potenziale di viralità e consentendo pubblicazioni “sul pezzo” con i trend del momento.
- Creatività senza limiti – utilizzando l’intelligenza artificiale generativa, si possono creare immagini, video e animazioni corrispondenti ai propri desideri senza scontrarsi con i limiti di competenze, stile e tecnologia con cui si era obbligati a fare i conti fino a pochissimi anni fa.
- Analisi più semplici e in tempo reale – puoi utilizzare l’AI per analizzare i dati riguardanti interazioni, views, nuovi follower e via dicendo, il tutto in tempo reale e senza (o con pochissimo) lavoro manuale, consentendoti di concentrarti sull’elaborazione di strategie basate sulle informazioni ottenute. Diventano inoltre molto più potenti tutte le azioni di social media listening, per individuare i contenuti che gli utenti condividono su di noi.
Ma quali sono le attività che un social media manager può delegare all’AI? Ecco le più importanti.
I compiti che l’AI può svolgere per un social media manager
Andiamo ora a scoprire nella pratica quello che l’intelligenza artificiale può fare per supportare le aziende (e i loro specialisti marketing) nella gestione dei social network:
- Riscrittura/rimaneggiamento di contenuti già esistenti per rilanciarli su un’altra piattaforma o dopo un certo periodo di tempo.
- Creazione di bozze di testi, sia brevi che lunghi.
- Creazione di immagini, grafiche, animazioni e video di corredo ai post.
- Redazione di bozze di risposte ai commenti degli utenti in base alle linee guida dell’azienda.
- Analisi dei dati provenienti dalle piattaforme social.
Ovviamente, tutto questo non può avvenire senza avere nel proprio corredo tecnologico gli strumenti giusti e sapere come utilizzarli, soprattutto in termini di prompt engineering.
Dove invece l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere impiegata
Come ogni strumento tecnologico, anche l’AI per i social media dovrebbe essere utilizzata entro un perimetro di tipologie e di livello di impiego, oltre il quale i potenziali effetti negativi che offre sono più significativi dei vantaggi. Vediamo dunque dove l’intelligenza artificiale non va impiegata:
- Pubblicazione di testi, commenti e immagini senza supervisione. Fare copia e incolla del testo o dell’immagine generata e premere sul pulsante di pubblicazione è uno dei più gravi errori che si possano fare. Non bisogna dimenticare che l’intelligenza artificiale generativa non è altro che un motore di rielaborazione di contenuti, e che non sa comprendere o valutare il suo output. I suoi testi/immagini possono contenere errori, non seguire le linee guida dell’azienda in termini di stile, risultare offensivi per gli utenti, o addirittura mancare completamente il punto che si sta cercando di esprimere. La revisione umana è indispensabile per evitare epic fail che poi impattano sulla reputazione dell’azienda.
- Creazione di strategie. Se l’AI è in grado di generare report e analisi, il passo successivo potrebbe essere quello di delegarle anche l’ideazione delle strategie comunicative dell’azienda. Niente di più scorretto. Certo, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per ottenere dei suggerimenti, ma solo degli specialisti del social media marketing che conoscono l’azienda, il settore e i clienti sono in grado di offrire tutte le competenze necessarie per sviluppare strategie efficaci.
- Sostituzione degli specialisti del lavoro creativo. A circa tre anni dalla diffusione su larga scala dell’intelligenza artificiale generativa, il pubblico è ormai in gran parte in grado di distinguere un contenuto autenticamente umano da uno creato con l’impiego massiccio dell’AI. Non solo, ma quest’ultima ha fatto sì che i social media (e la rete in generale) fossero inondati da contenuti che si assomigliano, dal momento che sono creati con gli stessi standard tecnologici. Ad esempio, testi social con una presenza massiccia di emoji ed elenchi puntati, immagini stranamente “asettiche” e caratterizzate dalla tipica luce piatta dell’AI, e così via. Questo può ritorcersi contro le aziende, facendo sì che il messaggio non sia recepito in modo efficace a causa del contenuto, percepito come fasullo, inautentico e “fatto in serie”, che lo trasporta.
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